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Vinitaly 2026: dal prodotto all’immaginario

L’edizione 2026 di Vinitaly ha confermato ancora una volta la centralità internazionale della manifestazione veronese, capace di riunire operatori, buyer, consorzi e produttori provenienti da tutto il mondo, trasformando Veronafiere in uno dei più autorevoli punti di incontro globali dedicati al comparto vitivinicolo.

In contesti internazionali come Vinitaly, la visual communication amplificata dal grande formato assume un ruolo sempre più strategico. Gli allestimenti definiscono spazi espositivi sempre più coerenti con il carattere dei brand e delle regioni rappresentate. Le scenografie non si limitano più a supportare la manifestazione, ma contribuiscono ad alimentare un flusso continuo di immagini e contenuti che si diffonde attraverso media di settore, piattaforme digitali, community e contenuti generati dal pubblico.

È proprio in questa evoluzione che emerge uno degli aspetti più interessanti osservati a Vinitaly 2026: il passaggio dalla promozione del prodotto alla costruzione di un immaginario. Il vino oggi non viene più raccontato soltanto come etichetta o denominazione, ma come espressione di cultura, paesaggio, lifestyle e appartenenza.

I padiglioni dell’edizione 2026 hanno interpretato questa evoluzione attraverso allestimenti capaci di trasformare territori e culture produttive in esperienze narrative profondamente identitarie. Ogni spazio espositivo ha sviluppato un proprio linguaggio per raccontare il vino come esperienza culturale, relazione con il territorio e rappresentazione contemporanea dell’identità regionale.

Di seguito, alcuni degli allestimenti che meglio hanno interpretato questa evoluzione attraverso immagini, scenografie e nuove forme di racconto espositivo.

CAMPANIA: vino, mare e visione internazionale
La Campania ha proposto un linguaggio più contemporaneo e simbolico.
La presenza della vela e il richiamo all’America’s Cup hanno collegato il territorio a una visione internazionale del Mediterraneo. Il claim “Dove soffia l’eccellenza” ha assunto un doppio significato: il vento come elemento naturale e simbolo di dinamismo e apertura internazionale.
La comunicazione del padiglione ha sviluppato un racconto capace di andare oltre il vino, intrecciando ospitalità, mare, paesaggio e cultura mediterranea, trasformando lo spazio espositivo in una vera operazione di valorizzazione territoriale.

SICILIA: il vino come racconto poetico del Mediterraneo
La Sicilia ha sviluppato un racconto poetico e sensoriale.
Frasi come “Orizzonti pettinati dal vento” e “In Sicilia il vino non si versa soltanto. Si ascolta…” hanno costruito un immaginario legato a vento, luce, mare e memoria.

UMBRIA: autenticità, cultura e qualità della vita
Raffinato e illustrativo il linguaggio scelto dall’Umbria.
Architetture disegnate, elementi naturali, richiami artistici e il volto di San Benedetto hanno definito una comunicazione elegante e profondamente identitaria.
Il claim “Umbria, stile di vita” ha spostato il focus dal prodotto a una dimensione più ampia legata a lentezza, autenticità, cultura e relazione con il territorio.
Un’impostazione estremamente coerente, quasi editoriale nel tono e nella costruzione grafica.

FRIULI VENEZIA GIULIA: il valore delle connessioni
L’immagine della vite che affonda nel terreno è diventata simbolo del legame tra paesaggio, competenze produttive e identità regionale.
Il claim “Connessioni d’eccellenza” ha raccontato una realtà capace di unire tradizione, innovazione e cultura produttiva. Una comunicazione elegante ed essenziale, dove il paesaggio è diventato il principale elemento espressivo.

LOMBARDIA: celebrare l’eccellenza
Più diretta e internazionale la comunicazione scelta dalla Lombardia.
Grandi panoramiche vitivinicole, grafica pulita e attenzione alle diverse aree produttive hanno delineato una narrazione focalizzata su qualità, competitività e posizionamento internazionale del sistema vino lombardo. Il claim “Celebrare l’eccellenza” ha rafforzato questa direzione comunicativa.

VENETO: “The Land of Wine”
Nel padiglione del Veneto, la comunicazione ha valorizzato la riconoscibilità internazionale del territorio. I grandi calici sono diventati vere e proprie finestre sul paesaggio veneto. Il vino non viene mostrato come semplice prodotto, ma come espressione delle città e dei territori rappresentati, dell’accoglienza e dello stile di vita veneto.
La scelta del claim in inglese “The Land of Wine” ha rafforzato inoltre la vocazione internazionale del Veneto e la sua capacità di posizionarsi come destinazione globale legata all’enoturismo e alla cultura vitivinicola.

LAZIO: entra nella Dolce Vita
Il Lazio ha articolato il proprio racconto attorno all’immaginario della Dolce Vita romana.
Il claim “Entra nella Dolce Vita” ha accompagnato una narrazione elegante e internazionale, collegando l’immaginario enologico a cinema, ospitalità, bellezza e lifestyle italiano.
I richiami cinematografici, grazie alle iconiche fotografie d’archivio di Cinecittà e ai riferimenti all’immaginario glamour e spensierato degli anni Sessanta, hanno trasformato il padiglione in un ambiente sospeso tra cinema, memoria e fascino italiano.
Lo spazio espositivo, progettato per evocare una rilettura attuale della Dolce Vita, ha dato vita a un’estetica sofisticata e internazionale, dove il vino diventa espressione di identità, accoglienza e cultura italiana.

PUGLIA: l’altra dimensione del gusto
La Puglia ha sviluppato una narrazione attorno al concetto di esperienza sensoriale e identità mediterranea. Il claim “L’altra dimensione del gusto” ha sviluppato un racconto capace di andare oltre il prodotto, trasformando il vino in elemento di connessione tra paesaggio, ospitalità e cultura del territorio.
La grande parete scenografica del padiglione, dominata da un’immagine luminosa dei borghi pugliesi, anfore tradizionali e richiami alla viticoltura mediterranea, ha trasformato lo spazio espositivo in un racconto avvolgente della Puglia più autentica.

PIEMONTE, SARDEGNA e TOSCANA: il paesaggio come linguaggio
Altri territori hanno lavorato sulla forza evocativa del paesaggio.
Il Piemonte ha puntato sulle colline vitivinicole come ampie scenografie paesaggistiche capaci di trasmettere prestigio e tradizione.
La Sardegna ha scelto immagini dal forte impatto emozionale, mentre la Toscana ha valorizzato la forza iconica di nomi storici come Brunello e Chianti, simboli riconosciuti del vino italiano nel mondo.

MASAF: il vino italiano come racconto identitario
Accanto alle narrazioni espresse dai territori, anche lo spazio istituzionale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha interpretato con forza il tema dell’identità attraverso una grande installazione a forma di bottiglia.
Con il claim “Dentro c’è l’Italia”, la maxi struttura ha trasformato uno degli elementi simbolo del comparto vitivinicolo in un’esperienza pensata per accompagnare il visitatore all’interno di un racconto dedicato al vino italiano e al valore identitario del Made in Italy.


La comunicazione come esperienza
Per chi opera nella stampa digitale di grande e grandissimo formato e negli allestimenti fieristici, eventi come Vinitaly rappresentano oggi uno dei contesti più evoluti in cui identità visiva, graphic design e architettura temporanea si fondono in un’unica esperienza progettuale.

Da anni affianchiamo Veronafiere S.p.A. in qualità di Fornitore Ufficiale per la stampa digitale e gli allestimenti, realizzando soluzioni che spaziano dai maxi rivestimenti dedicati ai padiglioni alla segnaletica e agli spazi corporate. Un’attività che richiede tecnologie di stampa industriale avanzate, capacità produttiva e competenze specializzate nella gestione operativa dei grandi eventi espositivi.