Vinitaly 25 - foto ingresso

Dal cuore della fiera, il nostro sguardo su Vinitaly 2025

Dal 6 al 9 aprile 2025, Verona ha ospitato la 58ª edizione di Vinitaly, il più importante salone internazionale dedicato al vino e ai distillati. Un evento che ha confermato la sua capacità di coniugare business, cultura e racconto del territorio, accogliendo oltre 4.000 espositori e 97.000 visitatori da tutto il mondo. La fiera ha trasformato i 100.000 mq di superficie espositiva in un grande palcoscenico visivo, dove tradizione, innovazione e identità hanno dialogato con coerenza e impatto.
Protagonisti indiscussi, i padiglioni regionali hanno rappresentato spazi immersivi e curati nei minimi dettagli, capaci di offrire ai visitatori un’esperienza autentica, emozionante e narrativamente coerente. Ogni allestimento ha saputo interpretare la cultura enologica del proprio territorio attraverso linguaggi contemporanei, trasformandosi in un vero e proprio ambasciatore del Made in Italy. Ne è nato uno straordinario viaggio lungo lo Stivale che, regione dopo regione, ha permesso di raccontare l’incredibile varietà del patrimonio enologico nazionale.
Ogni area ha messo in scena la propria identità con creatività, profondità e radicamento territoriale. Di seguito, una panoramica in ordine alfabetico delle regioni presenti, ciascuna protagonista con un allestimento capace di valorizzare in modo unico la propria identità enologica: iniziamo…

L’Abruzzo ha portato in scena la forza dei suoi vitigni autoctoni come il Montepulciano e il Trebbiano, con uno spazio espositivo che ha messo in luce l’equilibrio tra vocazione agricola e innovazione enologica.
L’Alto Adige ha celebrato i 50 anni della DOC con degustazioni diffuse e uno sguardo rivolto ai mercati internazionali,
mentre la Basilicata ha raccontato le Terre degli Enotri con un approccio evocativo e identitario.
La Calabria ha unito sperimentazione e tradizione, offrendo una visione moderna della propria produzione vinicola,
così come la Campania, che ha proposto un dialogo tra vino e gastronomia in chiave contemporanea.
L'Emilia-Romagna ha espresso il proprio patrimonio vitivinicolo con uno storytelling vivace e dinamico, valorizzando territori come i Colli Bolognesi, il Sangiovese di Romagna e il Lambrusco.
Il Friuli Venezia Giulia ha puntato su talk e incontri culturali per approfondire le connessioni tra territorio e produzione, sottolineando l’eccellenza di varietà come il Friulano, il Pignolo e il Refosco.
Il Lazio ha catturato i sensi con il percorso multisensoriale Monumental Taste,
mentre la Liguria ha portato in scena la viticoltura eroica, testimone di un paesaggio unico e verticale affacciato sul mare.
La Lombardia ha presentato un padiglione di 3.300 mq con oltre 150 cantine e 1.000 etichette, arricchito da masterclass e incontri nell’Area Master del Palaexpo, con un focus speciale sul distretto agroalimentare valtellinese.
Le Marche hanno proposto un racconto corale delle varietà ampelografiche regionali, dalla Lacrima di Morro d'Alba al Verdicchio dei Castelli di Jesi, in una cornice che ha unito autenticità e qualità.
Il Molise ha valorizzato la propria unicità attraverso l’identità della Tintilia, proponendo un allestimento raccolto ma ricco di carattere.
Il Piemonte ha riaffermato la propria autorevolezza vitivinicola con una presenza forte e coerente, valorizzando icone come il Barolo, il Barbaresco e il Moscato d’Asti.
La Puglia ha trasmesso passione e radici profonde, con un linguaggio visivo energico e diretto, valorizzando il Primitivo, il Negroamaro e le espressioni più moderne del territorio.
La Sardegna ha raccontato la propria evoluzione enologica, proiettata verso il futuro ma ancorata a solide tradizioni, con un focus su vitigni identitari come il Cannonau, la Vernaccia e il Vermentino.
La Sicilia ha omaggiato la propria anima mediterranea con l’opera Trinacria dell’artista Enzo Patti, accompagnando i visitatori tra le diverse anime produttive dell’isola, dall’Etna al Marsala.
Il Trentino si è presentato in forma unitaria tramite il Consorzio Vini del Trentino, mettendo in risalto l’eccellenza dei propri spumanti e dei vini di montagna.
La Toscana ha saputo unire gusto e solidarietà in un’ambientazione che ha fatto dialogare bellezza e valore sociale, celebrando denominazioni storiche come Chianti, Brunello di Montalcino e Vernaccia di San Gimignano.
L’Umbria ha portato in scena il concept Radici, intrecciando natura, storia e spirito produttivo, con particolare attenzione al Sagrantino di Montefalco e al Grechetto.
Il Veneto ha scelto un padiglione esterno interamente dedicato al legame tra vino e Olimpiadi Milano-Cortina 2026, con degustazioni a tema ed eventi che hanno reso omaggio allo spirito sportivo, dando spazio anche alle grandi eccellenze come Amarone, Prosecco e Soave.
Infine,
la Valle d’Aosta ha messo in risalto i propri vitigni alpini, raccontando un’identità forte e radicata in un contesto ambientale unico, dove la viticoltura eroica convive con la sperimentazione di piccole produzioni di qualità.

IL NOSTRO CONTRIBUTO AL RACCONTO VISIVO DI VINITALY
In questo straordinario racconto corale del vino italiano, Printing Solutions ha confermato con orgoglio il proprio ruolo di "Fiduciario Ufficiale Unico" per la stampa digitale e gli allestimenti corporate dell’intero quartiere fieristico. La nostra specializzazione nella stampa digitale - in particolare su grande formato - e nell'allestimento, ci consente di affrontare progetti complessi con flessibilità operativa, tecnologia avanzata, materiali di qualità e tempi certi.
Vinitaly è per noi molto più di una vetrina prestigiosa: è un’occasione concreta di crescita e confronto. Un impegno che si rinnova ogni anno, fatto di visione, organizzazione, forza produttiva, competenza e del contributo di un team di professionisti esperti. Un rapporto di fiducia costruito nel tempo al fianco di un partner d’eccellenza come Veronafiere.
 

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